In occasione dei dieci anni della rivista Diario

questo articolo "è stato scelto per l'antologia di scritti che 
possono avere una vita più lunga di altri" (Diario del mese, numero speciale, 22 dicembre 2006) 

Lo scolaro senza parole

 

Era lo scorso  settembre, il caso volle che un’insegnante e un bambino si conoscessero per iniziare insieme un cammino scolastico ritenuto molto difficile o quasi impossibile. Il bambino non parla,   (non può o non vuole farlo?),  l’insegnante lo saluta, lui sorride e la guarda negli occhi. Tra i due è già avvenuto qualcosa: si sono detti, senza usare le parole, che hanno il desiderio di stare insieme. Da quel magico momento lei è stata, per tutto il tempo in cui hanno condiviso il cammino, il suo mezzo per integrarsi e comunicare con tutti gli altri personaggi dell’ambiente scolastico. Comunicare senza parole è davvero difficile, in particolar modo per chi ama conversare e non ha mai parlato a qualcuno che non risponde, ma lui la accoglie così bene con lo sguardo che in lei nasce subito il bisogno di aiutarlo. Già, è il  bisogno del bambino, che lei ha accolto dentro di sé ed ha fatto proprio, a darle una straordinaria carica creativa che si concretizza in un metodo didattico-educativo ad hoc, costruito giorno per giorno. Cindy si rende conto subito ciò di cui Leo ha davvero bisogno: la conoscenza concreta delle cose che lo circondano, il fare esperienze dall’apparenza banale come annaffiare una piantina ed aspettare che cresca. Leo si appassiona subito e in quei momenti è presente in mezzo a noi, qui e ora gli altri ( i compagni e le altre insegnanti della scuola) diventano raggiungibili. Più Leo acquista fiducia in Cindy, più gli altri diventano praticabili e i comportamenti che esprimono il suo forte disagio (strappare cartelloni in classe, rompere oggetti dei compagni, farsi la pipì addosso) si diradano con grande ammirazione di tutti. Il comportamento più conforme di Leo invoglia gli altri ad avvicinarsi a lui con maggiore fiducia, ciò è vitale per il bambino perché lo stimola ad aprirsi mostrandogli concretamente il valore della comunicazione, certo non parla ancora spontaneamente,  ma dimostra talvolta un grande desiderio di farlo. La strada da seguire è proprio stimolare  e appoggiare con determinazione questo stato affettivo. Cindy è sempre più convinta della straordinaria esperienza che sta vivendo, non aveva mai sperimentato un rapporto così intenso e coinvolgente con un bambino e, proprio perché sapeva che questo idillio poteva bruscamente interrompersi da un momento all’altro, ha trascorso ogni momento in compagnia del bambino con grande intensità  cercando di dargli il più possibile. Leo ha bisogno di uno spazio proprio, di un’aula che lo contenga mettendolo in condizioni idonee per la produzione scolastica, ma anche di uno spazio mentale privato, libero da intrusioni negative. Cindy lo lascia libero di manifestare se stesso ed è questo che apre al mondo questo fiore delicato, però basta un soffio di vento non abbastanza tiepido per vanificare il tentativo. Pur lasciandolo libero di produrre, Cindy è riuscita a dargli delle regole indispensabili per la vita scolastica e non, ha stabilito dei confini oltre i quali non si può andare. Una giusta dose di libertà e di divieti è indispensabile per la sicurezza di ogni bambino, soprattutto per chi non possiede riferimenti precisi e concreti. Sono l’amore e l’entusiasmo con cui Cindy si rapporta a Leo che rendono vincente il metodo didattico-educativo, senza queste due componenti ogni approccio sarebbe vuota teoria che allontanerebbe ancora di più il bambino dalla nostra realtà. La giornata scolastica riesce a scorrere serenamente, passando da una disciplina all’altra perché Leo ama cambiare argomento e odia la monotonia. Accetta tutte le proposte didattiche anche le meno entusiasmanti perché ormai sa che Cindy gli proporrà anche le attività che lo divertono: il disegno, il canto, la conversazione inglese e l’igiene personale. Il primo disegno è il proprio autoritratto, che è identico al ritratto di Cindy e a quello di chiunque altro gli  venga richiesto di ritrarre. Le stereotipie di Leo sono tante e questa è quella che più impressiona Cindy, ma lei fortunatamente adora l’espressione pittorica e lo incoraggia nell’osservazione della realtà concreta: l’ambiente, i compagni, le maestre. Con entusiasmo e impegno, pian piano Leo comincia a creare, disegna la realtà avendo cura dei particolari, dei colori e delle forme. Cindy festeggia ogni obbiettivo raggiunto: in quei momenti Leo è elettrizzato e ringrazia l’insegnante con baci e abbracci davvero spontanei. Nei momenti di riposo, Cindy intona canzoni allegre e adatte ad un bambino, Leo le impara velocemente dimostrando una straordinaria inclinazione al canto. Ben presto alcune canzoni diventano la colonna sonora  dei loro momenti di pausa e allo stesso tempo sono l’occasione di entrare in un completo contatto comunicativo. 

Una grande risorsa si rivela la conversazione in inglese, per lui è una novità e forse per questo lo entusiasma. Cindy può impostare questa disciplina ex novo perché il bambino non l’ha mai studiata, così questa materia di studio viene inserita in questo progetto di libera produttività governata da regole: Leo sta scoprendo un mezzo comunicativo da utilizzare spontaneamente perché non gli è stato imposto coattivamente.

Certo ogni tanto Leo mostra il suo disagio, talvolta con atteggiamenti aggressivi, talvolta con l’enuresi. Cindy però è così entrata in sintonia con lui che risolvere la questione è possibile, bisogna agire sulla spinta all’autonomia: quando il bambino bagna i pantaloni sa che si deve  cambiare da solo. Estendere questo principio alla cura di sé diventa naturale, Leo ora si pettina, si lava le mani e si spalma la crema da solo e non accetta più di essere aiutato. Nonostante l’autismo, Leo ha molte potenzialità che si stanno palesando e che danno la concreta speranza, a chi lo ama, di un futuro per lui più dignitoso. 

  Cindy è solita far battute spiritose e ciò che davvero la stupisce è il  rendersi conto che Leo ride del suo umorismo, questa è un’altra prova dell’intelligenza del bambino. In questo clima disteso si avvicinano le vacanze di Natale ed ecco un’altra occasione per Leo di creare: costruisce da solo degli oggetti da appendere all’albero. E’ proprio il bambino che, dopo aver ascoltato e osservato attentamente il procedimento dell’insegnante, decide di lavorare da solo ottenendo ottimi risultati. E pensare che quando si sono conosciuti lui non sapeva decidere, ora sceglie la merenda che vuole mangiare, il succo di frutta che vuole bere, il colore con il quale colorare...., forse un giorno potrebbe scegliere le persone da frequentare...

Le vacanze di Natale giungono, Cindy e Leo si salutano con la speranza, di Cindy, di rivedersi al 7 gennaio. Ma la legge non ha avuto pietà, ha separato per sempre queste due persone. Cindy avrebbe voluto spiegare ciò a Leo, ma è impossibile e non le resta che nascondersi mentre la nuova supplente lo osserva per decidere se occuparsi di lui.

Leo scappa dall’aula e cerca disperatamente Cindy: ecco l’ha trovata, il suo sguardo è così ricco di comunicazione che mille parole non potrebbero riprodurlo fedelmente. Lei è seduta,  il bambino le corre incontro e le salta  sulle ginocchia, la abbraccia e la bacia sulle guance con grande trasporto. La scena spezza il cuore ai presenti, Cindy non riesce a trattenere le lacrime mentre lo abbraccia. Ciò che più l’addolora è l’impotenza: questa volta lei non può difenderlo, anzi deve allontanarlo da sé lottando contro quel grande desiderio di aiutarlo che fin dall’inizio l’ha accompagnata. Le loro strade si sono separate definitivamente, la loro intesa si è spezzata per sempre. La legge, seguendo lo scorrere della graduatoria, ha dato a Leo un’altra supplente. Cindy ha sofferto molto, Leo ancora di più perché non può e non sa darsi una spiegazione, si è infatti rifugiato con ancora più forza nel suo mondo parallelo.   

   Tutti i fatti narrati in questa storia sono realmente accaduti, solamente i nomi dei personaggi sono di fantasia.  

                   Maria Giovanna Farina  

 

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