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Settembre 2009 La collina dei sogni, Arthur Machen ed. Reverdito editore
Il cacciatore di aquiloni, Khaled Hosseini ed. Piemme
La collina dei sogni e Il cacciatore di aquiloni sono due libri che narrano l’esistenza in due momenti storici differenti. Il primo a cavallo tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, il secondo nella nostra epoca attuale, entrambi sono ambientati in un contesto di povertà con pochi ricchi privilegiati. Che cosa hanno in comune dal punto di vista filosofico questi due romanzi? Il desiderio di scrivere e di fare della scrittura la propria professione attraverso racconti che sono lo specchio di un'epoca. Hanno entrambi uno stile biografico e sono narrati in prima persona come se trattassero la vita dell'autore e probabilmente abbiamo ragione per credervi. La collina dei sogni è la storia del figlio di un pastore protestante inglese, Il cacciatore di aquiloni è invece la storia del figlio di un ricco e ateo uomo d'affari afgano, in questo si mantengono su fronti opposti. L'interprete de La collina combatte tutta la vita per diventare scrittore, ma nonostante il talento non riesce a coronare il proprio sogno per i troppi ostacoli che si inseriscono tra lui ed il progetto; l'interprete de Il cacciatore diventa uno scrittore di fama. Ciò che rende utile la lettura di questi due romanzi oltre ad uno stile di scrittura piacevole (il primo un po' antiquato mentre il secondo molto scorrevole ed accattivante), oltre all'arricchimento culturale, oltre alla possibilità di trovare un confronto con la storia narrata, ciò che forniscono è una riflessione sul desiderio di molte persone: quello di diventare scrittore. Attraverso la lettura de Il cacciatore si può vivere l'entusiasmo della riuscita, al contrario di ciò che si sperimenta ne La collina, ma nel secondo si possono rintracciare i motivi di talune sconfitte. Due letture che testimoniano, insieme, che per giungere ad una meta non solo non si deve mollare mai, ma si deve fare attenzione a non smarrirsi nei meandri dell'ideale e del sogno: solo chi tiene duro e rimane saldamente ancorato alla realtà ha grandi possibilità di farcela, solo chi crede nelle proprie capacità e lavora sodo può “vendere” il proprio talento a chi lo sa valorizzare.
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