Il bancomat della morale



 

TSpesso mi viene posta la domanda: “Cosa direbbe Socrate?” circa questo e quel fatto. La mia risposta è che non lo so, non siamo in confidenza tale da poter conoscere i suoi più intimi pensieri sulle idee contemporanee. Sottolineo la parola idee così come fece Platone quando le differenziò dalle opinioni frutto dell'arbitrario pensiero di chiunque su ciò che accade, insomma sono sicura che Platone e neppure il maestro Socrate amerebbe gli opinionisti del “so tutto su tutto” ma in realtà del “so niente su niente”. Grazie a questo insegnamento, posso affermare che ciò che scrivo è frutto di riflessione sulle idee nate da un percorso che potremmo definire scientifico, di studio e ricerca quindi, e non sulle rivelazioni di un aruspice. Chi erano gli aruspici? Coloro i quali presso i Romani analizzavano le interiora, soprattutto cuore e fegato, delle vittime dei sacrifici per prevedere gli eventi futuri: possiamo considerarli i maghi di oggi. Mi guardo bene dall'essere una maga e tanto meno di prevedere il domani però so vedere, osservare e analizzare il presente e di conseguenza immaginare il futuro; tutta questa premessa per giungere alla questione dell'obbligo per i commercianti di ricevere il pagamento con carte di credito e bancomat. L'obbligo, pena una sanzione al commerciante che non lo accetta, è stato anticipato al 30 giugno con un decreto ministeriale; la motivazione è: “Contrastare l'evasione fiscale”. Purtroppo ancora una volta non si tiene conto del negozio che alza la saracinesca ogni giorno nonostante la pandemia abbia ridotto all'osso i guadagni, e in molti casi li abbia azzerati, non si tiene conto che vendere un quaderno o due panini e farseli pagare col pos vuol dire fare un regalo al cliente e andare in perdita. Sono semplici calcoli per cui non è necessario essere esperti di finanza ma basterebbe dialogare con i negozianti quotidianamente e, mentre i grandi evasori troveranno la strada per continuare ad evadere, i poveri commercianti avranno due scelte: o chiudere disperati il negozio o aumentare i prezzi. E chi ci va di mezzo? Lascio a voi lettori la risposta e chiudo con quello che immagino direbbe Socrate: “Le mie 4 dracme le tengo sotto il pagliericcio e attendo di andare in paradiso”. Naturalmente non stiamo parlando di quello fiscale...



Maria Giovanna Farina (Il Mattino di Foggia, 16 aprile 2022)