27 settembre 2006



Quattro passi tra...gli amici delle vacanze

 

In vacanza si stringono nuove amicizie e questo vale sia per le coppie che per i single. Durante il periodo di svago si è più propensi a fare nuove conoscenze, avendo più tempo a nostra disposizione aumenta il desiderio di chiacchierare, di fare quattro risate in compagnia di nuove persone. Durante la permanenza nella località vacanziera le nuove conoscenze diventano spesso le persone con cui si trascorrono gran parte della giornate e delle serate, le persone che riempiono il nostro tempo, così nascono quelle che sembrano avere tutte le caratteristiche per diventare delle vere e proprie amicizie. Come sappiamo nei legami amicali si investono molte energie, affetti e speranze, speranze magari di incontrarsi nuovamente senza attendere la prossima estate. In molti casi ciò si realizza, nei primi mesi ci si incontra una, due, tre volte al massimo poi ognuno tornando alla propria vita mette da parte i nuovi conoscenti e questo comportamento, spegnendo le speranze, fa nascere, a volte, un certo risentimento. E ci si ritrova a pensare: “Ecco sembravano tanto amici, ma se non mi faccio sentire io loro non muovono un dito” e altre considerazioni di questo tipo inaridiscono e offuscano i ricordi dei bei momenti trascorsi insieme. Perché avviene questo e come fare per non distruggere almeno il ricordo? Dobbiamo innanzitutto tener presente che l’amicizia per vivere ha bisogno di un progetto comune, nel senso di avere qualcosa in comune da condividere e mi sembra che una vacanza sia un buon motivo da condividere. Finita la vacanza finisce la condivisione, ognuno torna alla propria vita. Se noi riusciamo a comprendere ciò non ci inquieteremo più, non ci offenderemo se l’amico del mare non si farà più vivo. Ciò che dobbiamo ricordare è di non contare troppo sulle conoscenze estive, ma viverle con tutta la pienezza del momento senza aspettarsi troppo per il futuro, se poi dureranno sarà l’eccezione. In questo modo il ricordo non sarà inquinato da false aspettative disattese.

 “Chi osserva un vero amico osserva come un’immagine di se stesso. Per questo gli assenti diventano presenti…” diceva Cicerone nel celebre scritto “L’amicizia”, pertanto quando ci poniamo troppi interrogativi cercando di interpretare ogni comportamento non ci troviamo di fronte ad un vero amico.

 



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