L'Ucraina e il Peloponneso



 

La guerra del Peloponneso cambiò il volto della Grecia antica: Atene dovette sopportare alla fine del combattimento con Sparta un gravissimo crollo e riconoscere l'egemonia dell'avversario. Tutta la Grecia interessata dal conflitto risentì fortemente del lungo periodo di devastazione, sia dal punto di vista della perdita di vite umane sia da quello economico e, proprio per questo motivo, la guerra del Peloponneso viene considerato come evento finale del secolo d'oro della civiltà ellenica. Atene, in modo particolare, non avrebbe mai più recuperato il suo antico benessere. Alle fine delle ostilità, le venne anche imposto da Sparta il governo dei cosiddetti Trenta tiranni (404 a.C.). È stato un potere oligarchico gestito da 30 magistrati ateniesi filospartani e guidati dal sofista Crizia, un tempo allievo e interlocutore di Socrate... Sono trascorsi più di due millenni di storia e la guerra con la sua sanguinaria scia non ci ha ancora abbandonati, il bisogno di imporre la mano forte e soffocante del potere, in tutte le sue forme ed espressioni, non abbandona gli esseri umani che hanno tra le mani il famoso pulsante rosso: quello che può decidere di far scatenare un conflitto armato. Certamente la maggior parte dell'umanità non vuole stare sotto le bombe, un'esperienza da molti vissuti in prima persona, da altri studiata sui libri di storia o ascoltata dal racconto orale dei reduci. Ma chi esercita il potere non la pensa come il resto del mondo. La storia si ripete, lo sappiamo ormai senza alcun ombra di dubbio, e nel ripetersi mostra l'incapacità di trarre profitto dall'esperienza e la cosa ancor più sconcertante sono le ennesime posizioni di parte: quando c'è una guerra è necessario promuovere la pace, ma promuoverla fino in fondo. L'Europa ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie...sono le prime parole dell'articoli 1 della Costituzione europea, è necessario mettere in pratica questo articolo per dimostrare la validità e l'importanza dell'avere una Carta costituzionale: altrimenti a cosa serve?

L'esperienza della guerra del Peloponneso, durata 27 anni, narra e soprattutto ci spiega perché siamo ancora alle prese con i conflitti armati. Atene, la culla della civiltà ellenica da dove tutto è partito, dove la filosofia è nata per noi occidentali, dove si poteva anche immaginare una futura Europa, è crollata senza più riprendersi, l'età dell'oro si è dissolta e le guerre non ci hanno più abbandonati. Certo le cose ora sono diverse, ora ci sono potenze che appoggiano i conflitti, ma siamo senza dubbio in decadenza se non siamo capaci di vivere in pace. La storia non insegna nulla, o meglio non la leggiamo per imparare, oltretutto la storia è scritta solo dai vincitori: c'è bisogno di una catarsi totale e collettiva per cancellare dal nostro patrimonio genetico gli esiti nefasti della guerra del Peloponneso che ci ha resi carnefici e vittime di una guerra infinita. Mentre l'età dell'oro è solo un ricordo sbiadito che vive in un mondo di ideali evaporati.


Maria Giovanna Farina (Il Mattino di Foggia, 5 aprile 2022)